Yuzu, l’agrume tuttofare
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Yuzu, l’agrume tuttofare

Lo yuzu per insaporire o dare un tocco di originalità ai piatti

Lo yuzu ha la forma di un mandarino, il colore di un limone e note aromatiche simili a quelle del pompelmo, ma su una tavola non lo si potrà mai vedere a spicchi, perché in cucina lo yuzu si utilizza in (tanti) altri modi.

Dove nasce lo yuzu

Lo yuzu fra Tibet, Corea e Giappone

Le sue origini risalgono al terzo secolo a. C. in Tibet, e solo in seguito sarà introdotto anche in Corea e soprattutto in Giappone. Qui oggi cresce su piccoli alberi spinosi – che hanno lo stesso nome del frutto – sull’isola di Shikoku, nell’ Oceano Pacifico settentrionale. Solo in questa ristretta zona si producono circa diecimila tonnellate di yuzu l’anno, ovvero la metà della produzione totale presente sul mercato giapponese. La caratteristica principale dello yuzu è la resistenza al freddo (cresce anche fino a -10 ° C) e ai forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, che esaltano il sapore del frutto.

Come si usa lo yuzu?

Lo yuzu è perfetto in cucina, è anche una pianta decorativa

La pianta dello yuzu, conosciuta con il nome di Citrus junos, ha anche funzione ornamentale: colora e abbellisce i giardini e alcune varietà sono coltivate esclusivamente solo per i fiori che producono. Il suo ambiente naturale, però, resta la cucina. Se ne può ricavare infatti un succo aromatico molto delicato, oppure è possibile utilizzare direttamente la buccia dello yuzu per insaporire le pietanze più diverse: dalla verdura ai piatti di pesce, come sushi, insalate di gamberi o capesante.

 

Lo yuzu in cucina

Lo yuzu dal Giappone…

Nella cucina giapponese è usato per dare un tocco in più alle salse, come la ponzu utilizzata come condimento per il sashimi, i cui ingredienti sono il mirin (un sakè dolce), l’aceto di riso, fiocchi di katsuobushi (tonno secco affumicato) e alga kombu con l’aggiunta finale del succo di yuzu.

... alla pasticceria francese

È frequente anche l’uso per la preparazione di dolci, torte e gelatine, mentre in Corea ci fanno una marmellata. La diffusione dello yuzu, ormai, ha varcato i confini del Giappone: il suo gusto aspro ma fruttato è apprezzato in tutto il mondo e anche i grandi chef lo custodiscono gelosamente nelle loro dispense. Ad esempio, il pasticciere più famoso di Francia, Pierre Hermé, utilizza lo yuzu per arricchire il sapore delle sue specialità, a partire dai macarons, i deliziosi pasticcini colorati che fanno bella mostra nella sua “boutique” parigina in Rue Bonaparte.

 

Profumo di yuzu

Lo yuzu e il suo aroma straordinario

Inoltre lo yuzu dà profumo al tè, è un originale ingrediente dei cocktail più esclusivi e, addirittura, in Olanda e in Finlandia aromatizza alcune birre artigianali. Si estrae anche l’olio essenziale utilizzato per realizzare prodotti per la pulizia del corpo, creme per la pelle, profumi e candele per la casa. In Giappone è utilizzato per piacevoli bagni caldi la sera del solstizio d’inverno: la scorza dei frutti immersi nell’acqua bollente rilascia essenze profumate che hanno effetti rilassanti.

 

Lo yuzu fa anche bene!

Il pieno di vitamina C dello yuzu

Inoltre, lo yuzu è un agrume che ha un contenuto di vitamina C doppio di quello delle arance: farsi una spremuta, però, è un’impresa alquanto complicata, visto che il frutto contiene poco succo e grossi semi. Lo yuzu ha comunque buone qualità medicamentose, è ricco di antiossidanti: un ottimo rimedio contro raffreddori, influenze e per la guarigione della pelle screpolata. Insomma, è un agrume universale.