La bombilla tra rito e tradizione
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La bombilla

Un oggetto che viene dal passato e conserva il gusto di un rito millenario

La bombilla è la cannucia con cui in America latina si beve il Mate. Il suo utilizzo prevede regole severe da rispettare: ad esempio, mai spostarla da dove l'ha posizionata chi ha preparato l' infuso. Chi lo fa, viene allontanato dalla mateada.

In Argentina e in Uruguay, e in generale in tutta l’ America Latina, il mate non è una semplice bevanda. È qualcosa di più. Consumarlo è un rito: ci sono gesti e strumenti indispensabili da compiere durante la sua esecuzione. Nel caso del mate ha un ruolo principale, e non semplicemente estetico o di comodità, la bombilla. Si pronuncia “bombiscia” ed è la cannuccia in metallo (ma anche di canna) utilizzata per bere il mate.
La bombilla è composta da tre parti: l’imboccatura, il corpo a forma di gambo e, nell’estremità inferiore, il filtro con i buchi che serve a far passare il liquido e trattenere le erbe nel contenitore.

Origini da conservare Il mate si beve solo ed esclusivamente dalla bombilla (da “bombear”, che significa “pompare”), più o meno come facevano, ben prima dell’arrivo degli spagnoli, i Guaranìes, le popolazioni indigene che bevevano l’infuso attraverso una canna di giunco bucata (tacuapì), al termine della quale era fissata un’estensione composta inizialmente da un seme scavato e successivamente da un’intricata trama di fibre vegetali. Poi vennero i Conquistadores, i conquistatori iberici, che dal XVI secolo sostituirono il tacuapì con una sorta di cucchiaio per trattenere l’erba e poter bere il liquido. Una soluzione scomoda, che infatti durò poco tempo: ben presto, infatti, fu ripristinato l’uso della cannuccia, che resiste tuttora.
Per capire di che cosa si tratta, basta dare un occhio alle numerose foto che ritraggono uno degli argentini più famosi di sempre, il rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, a torso nudo mentre sorseggia mate. Ovviamente dalla bombilla.

Un rito dalla massima severità  Si tratta di un rito di gruppo pressoché sacro in America Latina: il cimarrón. E, in tutto ciò, la bombilla ricopre un ruolo centrale, insieme al cebador, colui che prepara e serve il mate, posiziona con attenzione la cannuccia, assaggia il primo sorso e lo passa a tutti i suoi invitati. E le regole sono precise: il mate non va disprezzato e va bevuto fino all’ultima goccia senza mai muovere la bombilla, pena l’esclusione dal giro della mateada.
Spostarla, infatti, equivale a dire “non mi piace come hai fatto questo mate, lo sistemo alla mia maniera”. Meglio non farlo.