Dim sum tradizionali

Il trend dei dim sum

I dim sum si stanno conquistando uno spazio tutto loro nei trend delle preferenze gastronomiche degli italiani.

Le mode sono una costante del nostro mondo. Quello che ieri sembrava nuovo e originale oggi è etichettato come noioso, o già visto. Quello che è tradizionale viene riscoperto e poi abbandonato (per esser poi scoperto nuovamente). Nuove informazioni (ad esempio in campo medico) fanno sorgere o tramontare trend, suggeriscono nuovi abbinamenti, modificano abitudini.

 Il trend dei dim sum

La riscoperta della cucina cinese

E dei suoi piatti

I ristoranti cinesi, che negli ultimi anni erano letteralmente spariti a favore di ristoranti giapponesi o ramen bar, adesso stanno riapparendo nelle strade delle principali città di tutto il mondo, e anche in quelle italiane.

Oggi si riscoprono le diverse cucine tradizionali cinesi. La Cina è infatti la culla di moltissime cucine oltre alla cucina cantonese, che rimane la più conosciuta in Italia. E - coerentemente con il trend attuale di aprire locali quasi mono-proposta - se ne riscoprono via via i singoli piatti. I dim sum, ad esempio, provengono dalla cucina della Cina meridionale, in particolare da Hong Kong, e nascono come ristoro per i viaggiatori dell'antica Via della Seta.

Dim sum tradizionali
 Il trend dei dim sum
 Il trend dei dim sum
In locali totalmente dedicati

I dim sum

Stanno aprendo anche in Italia locali dedicati unicamente ai dim-sum.
Da molti confusi con i ravioli, da sempre presenti nella voce "antipasti" dei ristoranti cinesi, i dim sum in realtà sono molto di più.

Tanto per cominciare non sono solo ravioli, ma più in generale piccoli bocconcini che possono avere diversi ripieni (carne o verdura, pesci o pane, riso o polpettine) e possono essere cotti al vapore, stufati o fritti.
Mangiarli è un rito sociale, da svolgere preferibilmente in compagnia. In questo modo è possibile ordinarne tanti tipi diversi, analogamente alle tapas spagnole, assaggiandone più varianti, con ripieni differenti.
Questo è uno dei motivi per cui difficilmente si mangiano da soli: quando si è in molti se ne possono ordinare diversi tipi e condividerne le porzioni. Infatti i dim-sum (il cui nome derviva da un antico verbo cantonese che significa "spizzicare") vengono consumati all'interno di un rito vero e proprio, detto yum cha (letteralmente "bere il tè"). E' un susseguirsi di piccole porzioni servite in cestini di bambù da accompagnare con una tazza di tè esclusivamente amaro. Generalmente si svolge nel weekend come il brunch, e come il brunch non ha un orario preciso. Può avvenire dalla prima mattinata al tardo pomeriggio, mai di sera. Spesso viene svolto la domenica mattina, e diventa un'occasione per i bambini per stare insieme ai propri nonni. Questo rito segue specifiche norme comportamentali e la condivisione ne è una parte fondamentale.
Un tempo i dim sum venivano anche serviti al carrello, da cui prendere i bocconi preferiti, sempre diversi ad ogni passaggio e in una rigida successione dai leggeri panini al vapore, ai fritti e poi ai dessert.

La proposta di dim sum

In Italia

In Italia sono ormai diventati protagonisti nei menù dei ristoranti cinesi, che li stanno includendo sempre di più nella loro offerta. Secondo l’Osservatorio di Just Eat, che analizza le tendenze del cibo a domicilio in Italia, il re rimane il pokè, ma si fanno strada il Bao, con le sue varianti e i famosi ravioli cinesi che attestano un incremento di richieste del +350%. A essi si affiancano i dim sum con una crescita del +175%. I più ordinati sono alla griglia, con carne, seguiti dalle versioni con gamberi e verdura.

Dim sum tradizionali
 Il trend dei dim sum

Facili, declinabili, trendy

Non c’è ragione per non inserire i dim sum nell’offerta del proprio locale, magari come proposta per un aperitivo originale o una domenica a tema.

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