aceto di riso

L’aceto di riso

Usi e abbinamenti dell'aceto di riso e degli altri tipi di aceto

L’aceto, antico condimento e soluzione per conservare e insaporire i cibi, è un prodotto che può avere tanti gusti e aromi diversi, a seconda delle materie prime che lo compongono e del processo di  produzione.

aceto di riso

Sapori d’Oriente

Tra i segreti di un buon sushi il condimento è il primo di sicuro.

I Giapponesi amano insaporire i cibi con l’aceto di riso, come l’ottimo Mizkan che è fermentato con il S

sake Kasu per dare un sapore umami più intenso rispetto ad altri aceti di riso.

Il sake Kasu è il sedimento ricco di sapore che viene ottenuto dalla fermentazione del tradizionale sake giapponese. Ottenuto dalla fermentazione del riso senza aggiunta di coloranti e additivi, richiede una lavorazione particolare, con un invecchiamento di due o tre anni, a seconda della quale nascono tre tipi di aceto differenti: classico, dal sapore deciso e acidulo, nero dal gusto amarognolo e rosso caratterizzato da note agrodolci.

L’aceto di riso oltre che per il sushi, viene utilizzato per condire insalate, esaltare i piatti di pollo, aromatizzare il pesce crudo e altre specialità agrodolci. Per i piatti vegetariani, invece, la tradizione giapponese vuole l’aceto Umeboshi a base di prugne umeboschi, frutto a metà tra la prugna e l’albicocca, ricco di sali minerali, calcio, ferro e fosforo.

Verdure fritte, ravioli al vapore, zuppe, l’aceto di riso è ampiamente diffuso anche nella cucina cinese, dove troviamo un aceto di riso nero dal gusto forte che rievoca un mix di salsa di soia e aceto balsamico. Mentre, per gli amanti del piccante, l’ideale è l’aceto di riso Vietnamita utilizzato per creare molte salse, in particolare, la salsa Hoisin.

aceto di riso

aceto di cocco

Tra cereali e cocco

le versioni agrodolci dell’aceto

La cucina indiana, filippina e dello Sri Lanka, utilizza molto anche l’aceto di cocco. Il suo profumo esotico e il gusto agrodolce sono l’ideale per condire le insalate, le verdure e per creare degli sfiziosi intingoli e pinzimoni. A seconda della lavorazione, possiamo scegliere tra due diverse tipologie di aceto di cocco.
La prima, prevede l’estrazione del nettare dei fiori della palma di cocco e dalla sua successiva acetificazione, ottenendo così un prodotto di colore scuro, ideale per marinare carne e pesce; mentre la seconda versione, prevede la fermentazione del liquido presente nella noce di cocco stessa, da cui deriva un aceto di color bianco latte, con un gusto dolciastro, perfetto per realizzare salse con cui accompagnare i formaggi e le ricette a base di frutta. Insieme all’aceto di riso, la tradizione asiatica, accosta al sushi l’aceto di cereali, ottenuto dalla fermentazione alcolica di farine di cereali selezionati e dalla successiva fermentazione acetica. Il risultato è un aceto delicato e caratterizzato da punte di acidità, ideali per il riso e le verdure. Infine, se si desidera ampliare la scelta di condimenti della propria cucina, si può provare l’aceto di canna da zucchero, prodotto tipico delle Filippine e ampiamente diffuso per preparare le ricette asiatiche.

aceto aromatizzato

Al profumo di…

gli aceti aromatizzati

Erbe, piante, spezie, frutti. Gli aceti aromatizzati sono una categoria esclusiva che offre caratteristiche organolettiche tanto originali quanto significative.
La base per tutti è l’aceto bianco, da non confondere con quello di vino, a cui si aggiungono, a seconda dei gusti e delle esigenze: salvia, rosmarino, peperoncino, limone e lime, menta, alloro e timo selvatico.
Tutti gli aromi sono accostabili ai piatti vegetariani, ad alcune ricette mediterranee a base di carne e alle zuppe sia occidentale che asiatiche.

aceto di riso

Vai sul sicuro

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